MedFocus.it

Correlazioni in Medicina



Rischio nel lungo periodo di complicanze correlate al dispositivo dopo defibrillatore cardioverter impiantabile


Uno studio ha cercato di definire qual è il rischio a lungo termine di complicanze associate al defibrillatore cardioverter impiantabile ( ICD ) che richiedono un nuovo intervento oppure ricovero e reintervento per ragioni diverse dalle complicanze.

E’ stata compiuta una analisi del registro National Cardiovascular Data Registry ( NCDR ) – ICD.

Sono stati analizzati 114.484 pazienti di età uguale o superiore a 65 anni ( età media: 74.8 anni; 72.4% maschi ) che avevano ricevuto un ICD per la prima volta.

Durante un follow-up mediano di 2.7 anni, 40.072 pazienti sono deceduti ( 12.6 decessi per 100 anni-paziente di follow-up ).

Quando il rischio di morte è stato contabilizzato, ci sono state 6.1 complicanze ICD-correlate per 100 anni-paziente che hanno richiesto un nuovo intervento o ricovero ospedaliero e 3.9 reinterventi per 100 anni-paziente per motivi diversi dalle complicanze.

La più giovane età al momento dell'impianto ( 65-69 vs più di 85 anni ), la terapia di resincronizzazione cardiaca con defibrillatore ( CRT-D ) rispetto a un dispositivo monocamerale, il sesso femminile, e la razza nera sono stati associati con il maggior aumento dei rischi per le complicanze ICD-correlate.

In conclusione, i pazienti hanno un alto tasso di complicanze correlate al dispositivo e di nuovi interventi per altre cause dopo l'impianto di ICD.

La stragrande maggioranza dei pazienti con ICD non riceve shock, ma molti sono esposti a danni correlati al dispositivo.
Lo studio ha indicato che le complicanze a lungo termine, i ricoveri e i reinterventi per cause non-correlate alle complicanze sono più alti di quanto precedentemente riportato.
Tuttavia, alcune complicanze non sono state catturate nel Registro NCDR-ICD, come ad esempio gli shock inappropriati che non richiedono ospedalizzazione. Tuttavia, è noto che gli shock inappropriati sono associati a un aumentato rischio di mortalità. ( Xagena2016 )

Fonte: Annals of Internal Medicine, 2016

Cardio2016


Altri articoli